Intervista a…Giuseppe Tabacco Pittore e Scenografo

www.progettiartistici.com scenografia la tribùChe cosa è per te la scenografia?

La scenografia per me è un’opera d’arte in mutazione al servizio di un’idea, è un processo alchemico attraverso cui si possono vedere in breve tempo materializzate le proprie intuizioni artistiche. Si parte dall’idea che via via prende forma a seconda del bisogno e del contesto.

La scenografia racchiude un’insieme di arti; è stato proprio questo che mi ha maggiormente affascinato all’inizio del mio percorso: il poter unire architettura, scultura, pittura e fotografia; le mie passioni, in un unico mestiere!

Con la scenografia possiamo, accedere a conoscenze archeologiche e culturali antiche; questo lo trovo affascinante e stimolante.

Quando progetti una scena a cosa ti ispiri?

La scenografia di una scena è un processo complesso. Innanzitutto si deve partire dalle esigenze del programma che vanno approfondite e sviscerate in collaborazione con il regista e gli autori.L’effetto che l’autore vuole ottenere, le emozioni che si vogliono generare sugli spettatori, le esigenze pratiche del regista circa gli spazi per le telecamere, le luci; tutti questi sono gli aspetti da cui iniziare il viaggio della scenografia.

Ma parliamo di Tabacco pittore. Che cos’è per te la pittura?

La pittura per me è innanzitutto una passione che ha permeato tutta la mia vita.Ho sempre dipinto, scarabocchiato fin da bambino; dipingevo e disegnavo ovunque e su qualsiasi cosa.Questa abitudine mi è rimasta.Per me dipingere è un atto creativo,un misto di fibrillazione mentale e  emotiva nella quale anche il corpo partecipa con i propri movimenti nel disegnare e nel dare le pennellate.

Come sei arrivato al morfismo pittorico ?

La pittura per me è un percorso non ancora conclusosi e in continua mutazione come le nostre vite. Mi ha sempre affascinato il mutamento delle cose come quando da bambino osservavo seduto con i piedi fuori dal balcone di casa la mutazione di uno spazio davanti pieno di verde, di aranceti e limoni diventare un palazzo di cemento e popolato da persone.Il mutamento fa parte della nostra esistenza  e capirlo e capirlo anche per un solo istante in un quadro, ci consente di cogliere l’essenza e la natura delle cose. Quindi la mutazione è qualcosa che fa parte dell’uomo è come una pietra che diventa un brillante in un gioiello prezioso.

Dove esponi i tuoi quadri?

All’inizio e ancor oggi espongo nello spazio classico delle gallerie e mostre d’arte. Ma le mie opere si conoscono sopratutto grazie al canale mediatico. Spesso li troviamo nei programmi televisivi o nelle trasmissioni Fashion e Design. Ho iniziato a esporre i miei quadri su richiesta dei produttori, registi e autori televisivi che mi conoscevano anche come pittore. Via via questo è diventato per me uno spazio istituzionale molto importante, una vetrina strategica grazie alla quale le mie opere, hanno ottenuto consenso, diffusione e quotazione.

scenografia Benedetta Parodi

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